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Chi scrive qui dentro è contro ogni forma di guerra. Anche verbale. Anche virtuale.Per inviti su questo blog,scrivete il nick e l'url a: alp03@supereva.it ![]() ![]() Gli Obiettivi di Emergency Portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati Dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione. Promuovere una cultura di pace e solidarietà. ![]() |
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Intervista al presidente Vladimir Putin: "Non so chi può avere ucciso Anna Politkovskaja
Non abbiamo alcun desiderio di tornare al totalitarismo"
"Quella morte è un danno
per la leadership russa"
di DANIEL BROESSLER e WERNER KILZ
MOSCA - Signor presidente, non lontano da qui, dal Cremlino dove Lei governa, la giornalista Anna Politkovskaja è stata assassinata, pochi giorni prima della sua visita in Germania. Lei come ha reagito alla morte della persona che era la sua accusatrice più dura?
"L'assassinio di una persona è un crimine gravissimo, davanti alla società e anche di fronte a Dio. Dobbiamo arrestare e condannare i criminali. Purtroppo non è l'unico crimine di questo genere in Russia. Faremo di tutto per catturare gli assassini. La giornalista Politkovskaja era una voce critica contro l'attuale equilibrio di potere. In generale questo è tipico dei media, ma lei aveva assunto posizioni radicali. Negli ultimi tempi si era dedicata alla critica del potere in Cecenia. Ma la sua influenza politica non era molto grande. Era nota negli ambienti dei difensori dei diritti umani e nei media occidentali".
A chi giova la sua morte?
"L'assassinio della signora Politkovskaja è un grave danno per la leadership russa e specialmente per quella cecena. Un danno molto più grave di qualsiasi articolo di giornale. Questo orribile crimine causa un grande danno morale e politico alla Russia. Danneggia proprio il sistema politico che noi stiamo costruendo, un sistema in cui la libertà d'opinione è garantita a tutti, anche nei mass media".
Gli oppositori in Russia ritengono che il suo alleato più importante nella capitale cecena Grozny, il premier Ramzan Kadyrov, sia il possibile mandante dell'assassinio. Lo ritiene possibile?
"No. Posso anche spiegarvi perché. Le rivelazioni della signora non hanno né danneggiato la politica di Kadyrov né creato ostacoli alla sua carriera politica. Ramzan Kadyrov appartiene ai gruppi che un tempo hanno combattuto contro le truppe federali in Cecenia. Negli organi di sicurezza e nelle istituzioni cecene oggi possono lavorare tutti, a prescindere dalle loro opinioni o dal loro passato. I rapporti di forza politici in Cecenia sono complessi, ma questo non è un motivo per un omicidio. Forse c'è stato fastidio o collera per l'attività della giornalista, ma non posso immaginarmi che un esponente ufficiale possa pianificare un crimine così orribile".
Anche prima di questo crimine, i dubbi sulla libertà di stampa in Russia sono gravi. La tv non critica mai il presidente. Nel rapporto mondiale sulla libertà di stampa stilato da Reporter senza frontiere la Russia è piazzata malissimo, al 140mo posto. Lei ritiene che i media in Russia siano liberi?
"La Russia vive in una fase di transizione. I mass media si sviluppano, crescono. Nel nostro paese esistono diverse migliaia di emittenti tv. Per quanto gli uomini al potere possano auspicarlo, un controllo di un sistema mediatico così gigantesco non è possibile. Ancora più numerosi sono i media della carta stampata: 35mila testate, di cui oltre metà con partecipazione di editori stranieri".
Nella visita in Germania affronterà domande sui diritti umani, la libertà di stampa, la democrazia. Ciò la infastidisce? Si sente sottoposto a lezioni dall'esterno?
"No, mi ci sono abituato. Io credo che facciamo troppo poco per spiegare la situazione reale in Russia. Ci accusano ad esempio per una presunta concentrazione del potere a Mosca. Eppure la Germania ha deciso una riforma del federalismo che limita sostanzialmente il potere della Camera delle regioni. Ma questo non ci spinge a parlare di tendenze antidemocratiche in Germania. E' molto difficile capire dall'esterno cosa sia bene o male per un paese. Ma vi dico una cosa: noi non abbiamo alcun desiderio di tornare al sistema sovietico del centralismo e del totalitarismo. Guardate la carta della Russia: è un territorio gigantesco, il paese più vasto della Terra. Ci sono centinaia di gruppi etnici. Ma noi faremo di tutto per rispettare i principi del mondo civile - la democrazia - e per rispettare i diritti e le libertà dei nostri cittadini".
Come deve reagire la comunità internazionale al test atomico nordcoreano?
"Sarebbe troppo poco dire che siamo delusi. Noi condanniamo il test. Ha causato danni immensi al processo di non proliferazione delle armi nucleari. Primo, Le relazioni internazionali devono essere organizzate in modo da poter impedire eventi simili. Dobbiamo fare di tutto perché viga ovunque il diritto internazionale. Ogni Stato, grande o piccolo, deve sentirsi sicuro. Serve un sistema internazionale con piene garanzie di sicurezza per tutti. Allora i piccoli Stati non punteranno a dotarsi delle armi più moderne. Secondo: tutti gli Stati devono avere lo stesso diritto di accesso alle più moderne tecnologie, anche alla tecnologia nucleare. Naturalmente solo a scopi civili. Terzo, dobbiamo rafforzare il sistema di non proliferazione delle armi nucleari. Sarà già un successo tradurre in pratica i primi due punti. Quanto alla situazione in Corea del Nord, dobbiamo agire con mezzi politici e diplomatici, come con l'Iran. La nostra reazione deve essere adeguata".
Ritiene che sanzioni contro l'Iran siano possibili, visto il duro rifiuto di Teheran di sospendere l'arricchimento dell'uranio?
"Stiamo studiando tutte le opzioni. Ci sono possibilità di risolvere il problema. Non dovremmo spingerci in un vicolo cieco. Io non vorrei parlare prematuramente dei risultati dei colloqui, ma se c'è disponibilità al compromesso, si troverà una soluzione. Gli anni passati hanno mostrato che simili questioni possono essere risolte solo insieme. Una delle parti in causa non può imporre la sua opinione a tutte le altre".
E quale soluzione è possibile per la Corea del Nord?
"Con la Corea del Nord già da anni non si svolgono più negoziati. Non voglio discutere sulle cause di ciò, ma non si può interrompere il processo di dialogo. La luce alla fine del tunnel deve restare visibile".
(Copyright Sueddeutsche Zeitung-La Repubblica)
(11 ottobre 2006) Torna su
C’è un modo di sostenere Emergency che non costa nulla.
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Presso tutti i nostri banchetti, con una piccola donazione, potrai ricevere il nuovo calendario 2007 realizzato con i disegni originali di 12 illustratori italiani.
I fondi raccolti andranno a sostegno del Centro chirurgico per vittime di guerra “Tiziano Terzani” di Lashkar-gah, in Afganistan.
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Un militare mi ha spiegato alcune cose sulla nostra guerra nei Balcani. Mi ha chiesto di promuovere il suo libro il cui ricavato sarà devoluto alle famiglie dei 41 italiani morti e dei 300 malati a causa dell’uranio 238 utilizzato in Bosnia e Kossovo. Ragazzi e famiglie a cui non si interessa nessuno.
Così come a nessuno sembra interessare che l’utilizzo di uranio impoverito nelle armi da guerra contamini e uccida civili e militari. Qualche politico ha fatto carriera con la guerra nel Kossovo. Altri italiani, più semplicemente, sono morti e stanno ancora morendo.
“Caro Beppe,
come d’accordo t’invio la copertina del libro e la scheda da compilare ed inviare all’indirizzo osservatoriomilitare@libero.it per ricevere il libro.
L’incasso è ovviamente devoluto alle famiglie dei militari morti e di quelli malati che non hanno la possibilità di curarsi.
Le famiglie di questi ragazzi deceduti vivono ma sono morte dentro, i figli, i mariti o padri vengono uccisi due volte: dall’ipocrisia prima e dall’indifferenza poi.
Ho creduto nel mio lavoro e dire che i miei amici morivano per colpa di qualche incosciente, credevo fosse un valore morale.
Purtroppo non è così, ho pagato sulla mia pelle la verità che non ho alcuna intenzione di tacere, e non perché se cala il silenzio sulla vicenda sarò finito anch’io, ma solo perché i drammi di questi ragazzi devono essere noti a tutti, dietro quei doppio petti eleganti che tanto vantano il sacrificio dei nostri ragazzi in giro per il mondo, vi è l’ipocrisia di uomini che non riescono più a fare i conti con la loro coscienza.
Non voglio parlare di me, la storia di questi ragazzi è più importante e chi leggerà il libro capirà e forse, il “Grillo” riuscirà a scuotere le nostre coscienza ancora una volta.
Grazie per quello che fai!” Domenico Leggiero.
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Postato da Beppe Grillo il 05.06.06 18:25 | Muro del pianto |
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